ora di religione

14 agosto 2009

La posizione di altre confessioni religiose sulla sentenza del TAR del Lazio.

Bene la sentenza del TAR, ma la scuola deve essere veramente pluralista

Gli insegnanti di religione cattolica (IRC) non possono partecipare a
pieno titolo agli scrutini e i crediti formativi acquisiti per la
frequenza dell’IRC non valgono. Questo, in sintesi, è il contenuto
della sentenza del TAR del Lazio. Detta sentenza riconosce un dato di
realtà: cioè che l’IRC è un insegnamento confessionale (anche se
blindato ai sensi del Concordato e pagato coi soldi di TUTTI i
contribuenti!) e come tale non può rientrare nel giudizio complessivo
di un alunno della scuola pubblica e statale.
La sentenza pone dei legittimi paletti all’invadenza della chiesa
cattolica nella scuola dello stato e dà una scossa all’acquiescenza
della politica alle rivendicazioni della stessa nelle istituzioni
pubbliche.
Bene ha fatto il TAR a difendere un elementare principio di laicità
dello stato. Ma non basta. Resta l’anacronismo storico, giuridico e
culturale dell’IRC: un insegnamento confessionale in una scuola
pubblica e pagato dallo stato.
Le religioni non hanno bisogno di posizioni di privilegio sociale o di
rendita di potere. In un quadro di libertà religiosa compiuta, la
laicità è il sistema che rispetta la distinzione tra sfera dello stato
e sfera delle confessioni religiose. Quando nel nostro Paese si
faranno altri passi in avanti in questa direzione?

Roma, 13 agosto 2009

Alleanza Evangelica Italiana
Vicolo S. Agata
00153 Roma

Ora religione: la mobilitazione del vaticano e il silenzio dei laici

13 agosto 2009

Anche sulla giusta sentenza del TAR del Lazio la gerarchia ecclesiastica – che non ha mai accettato di essere parte di un tutto – si mobilita e come sempre, il governo, “il più clericale che si ricordi dal 1861 ad oggi”, prontamente ubbidisce.
Da parte laica, salvo i soliti radicali e pochi politici e intellettuali, non vi alcuna capacità di mobilitazione.
La reazione vaticana e il pronto intervento governativo (come avvenne con i tagli alle scuole private, subito annullati), un articolo apparso sul Manifesto

manifesto_la_cei_attacca_il_tar_e_la_gelmini_fa_ricorso

Sulla debolezza della cultura laica

13 agosto 2009

Sempre sulla sentenza TAR relativa all’ora di religionme, assieme al precedente articolo di ADRIANO PROSPERI (La Repubblica), riportiamo quello di GIAN ENRICO RUSCONI uscito sul La Stampa di oggi.

la_stampa_la_debolezza_della_cultura_laica

Illuminismo: la bestia nera del vaticano

13 agosto 2009

Un articolo di Adriano Prosperi dopo la sentenza del TAR del Lazio sull’insegnamento della religione

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religione e scienza

13 agosto 2009

Cara chiesa, ecco come puoi evitare altri casi Galileo: un articolo dall’Unità

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TAR Lazio: illegittimi i crediti scolastici per l’ora di religione.

11 agosto 2009

Con sentenza n. 7076 del 17 luglio 2009 il Tar del Lazio ha accolto due ricorsi proposti per l’annullamento delle Ordinanze ministeriali emanate dall’allora Ministro P.I. Fioroni per gli esami di Stato del 2007 e 2008 che prevedevano la valutazione della frequenza dell’insegnamento della religione cattolica ai fini della determinazione del credito scolastico, e la partecipazione “a pieno titolo” agli scrutini da parte degli insegnanti di religione cattolica.
Per i giudici amministrativi “l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero, per chi dichiara di non professare alcuna religione, in etica morale pubblica”.

Le rotte della maternità

11 agosto 2009

Venticinquemila europei ogni anno inseguono il sogno di un figlio che non possono avere. Una coppia su tre parla italiano e per aggirare i limiti imposti dalla legge 40 continua a scegliere le strutture straniere.

Un Servizio di La Repubblica

le-rotte-della-maternita-viaggio-nelle.html

Il potere senza controllo

11 agosto 2009

Un lucido articolo di Stefano Rodotà sulla revisione strisciante della Costituzione perseguita dal governo-

il-potere-senza-controllo.html

Paolo Flores D’Arcais a Reggio Emilia

20 maggio 2009

Giovedì 21 maggio ’09 alle ore 17,30 -20,00 presso il cinema CRISTALLO via Ferrari Bonini, 4 – R.E.

PAOLO FLORES D’ARCAIS
Filosofo e direttore di MicroMega

Presenta e discute il suo libro
“A chi appartiene la tua vita?”

Una riflessione su testamento biologico, eutanasia,
libertà e autodeterminazione, diritti civili nell’epoca oscurantista
di Ratzinger e Berlusconi

Nel corso dell’incontro sarà inoltre:
 distribuito un modello di testamento biologico (abbiamo chiesto ad alcuni notai di intervenire all’incontro e applicare un “compenso simbolico” a chi vorrà sottoscriverlo)
 annunciato l’utilizzo della petizione (ca. 700 firme) per richiedere la cittadinanza onoraria di RE e PR a Beppino Englaro

“Con che diritto il cardinal Bagnasco, l’onorevole Formigoni, l’onorevole Roccella,il ministro Sacconi pretendono di decidere
al posto nostro se quel sondino
dovrà essere lasciato o dovrà essere tolto?
Chi siete voi per decidere delle nostre vite?
Solo in uno Stato totalitario si può arrivare a questa enormità:
che la vita non appartenga al cittadino e che sulla sua malattia
e sulla sua sofferenza decida il governo anziché il malato.
La vita appartiene a chi la vive: non al governo
e neppure alla Chiesa delle gerarchie”.

Paolo Flores d’Arcais
durante la manifestazione a Roma del 21 febbraio 2009

– c/o ARCI Via Emilia Ospizio, 102 – 42100 Reggio Emilia
tel. 339.1614102 – 347.8262964 – e.mail: iniziativalaica@alice.it

regalie alla Chiesa di Stato

19 aprile 2009

Cara MicroMega.net – Lettere alla redazione
5 e 8 per mille in Abruzzo: la Bibbia secondo Tremonti
Cara MicroMega,

sono un non credente che a giorni presenterà la denuncia dei redditi. La logica mi porterebbe a optare nella scelta dell’8×1000 per lo Stato, e lo farei molto volentieri se – come prospettato per primo dal segretario dell’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) – il Min. Tremonti si impegnasse pubblicamente a usare da subito l’8×1000 dello Stato per uno dei fini previsti dalla sua legge istitutiva (222/1985), e cioè per far fronte a quegli interventi straordinari dovuti a calamità naturali come il terremoto in Abruzzo.

E invece Tremonti sta cercando di attivare il 5×1000 per lo stesso scopo, con i seguenti inconvenienti rispetto all’8×1000: dubbia legittimità legislativa – lo Stato per legge non figura fra i possibili destinatari di questa scelta del contribuente; difficoltà di attuazione nell’immediato – si tratta di modificare i codici di tutti i programmi di tutti i CAAF a giro per l’Italia; minor possibilità di gettito – per vari motivi tecnici, il principale dei quali è che nel 2009 probabilmente interesserà una cifra che sarà i quattro decimi circa dei fondi previsti per l’8×1000; almeno due anni di ritardo della disponibilità finanziaria; concorrenza per gli stessi fondi con tutte quelle Associazioni di volontariato che sono già grandemente impegnate in Abruzzo.

Viceversa per il 2009 la quota dello Stato dell’8×1000 dovrebbe ammontare a circa 90milioni di euro, ed è attualmente previsto che vengano quasi totalmente accantonati (erano 86 nel 2007 e 88,5 nel 2008 di cui 85 accantonati). Questi 90milioni circa dovrebbero essere disponibili immediatamente, e potrebbero essere incrementati di altri 550 circa se lo Stato prendesse, con un decreto legge, per i terremotati abruzzesi la quota di 8×1000 dovuta alle scelte “non espresse” anziché lasciarla quasi tutta alla Chiesa Cattolica (negli ultimi dati disponibili del 2007 sono 528 circa i milioni della quota non espressa che va alle confessioni religiose, di cui 524,5 vanno alla CEI che, sommati ai 362,5 della sua quota parte espressa, fanno un totale CEI di circa 887 milioni; mentre quelli del 2008 non sono noti pur essendo probabilmente analoghi). In questo modo Tremonti potrebbe far fronte quasi interamente alle esigenze immediate per la ricostruzione in Abruzzo previste nel 2009 in 8-900milioni di euro, la Chiesa Cattolica non si potrebbe certamente lamentare visto che si accaparra gran parte di una quota che a rigor di logica non le spetterebbe e che comunque verrebbe utilizzata per nobili scopi solidaristici cristiani, non si introdurrebbero ulteriori tasse e balzelli. Se poi questa impostazione fosse confermata in futuro, come sarebbe logico visto che si chiede ai contribuenti di scegliere lo Stato con una finalità precisa per gli anni a venire, Tremonti potrebbe trovare in questo cespito cifre interessanti per la ricostruzione complessiva di tutto l’Abruzzo.

Ma Tremonti non lo farà. Recentemente il Ministro ha dichiarato di apprezzare la Bibbia in economia perché insegna a separare il grano dal loglio. Dobbiamo desumerne che, dopo averli separati, lui sa perfettamente a chi dare il grano e a chi il loglio.

Giovanni Mainetto

(15 aprile 2009) Ve lo giro perchè nessun governo, nessuno, si è mai messo in concorrenza con la C.cattolica sull’ 8 per mille. ciao S.


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